domenica 28 ottobre 2007

Un sabato economico

Roma, sabato notte.
Nuova città, nuova vita, nuovo periodo di studi, nuovo ME.
Pur rimanendo sempre la stessa persona interiormente, con lo stesso carattere e gli stessi pregi, magari anche con gli stessi difetti seppur ci stia lavorando su, ma con la consapevolezza di essere un pochettino più grande.
Con la consapevolezza di essere lontano da casa, da solo, in una città che non conosco e senza amici, in una casa con altri ragazzi nella mia stessa situazione.

Qualcuno mi ha detto che sono stato molto coraggioso ad andare via dall'uscio natale, a liberarmi dell'ala protettrice che è quella materna, a lasciarmi alle spalle tutte le amicizie, a liberarmi di tutto quello che poteva rappresentare un peso nella mia nuova vita. Io non mi sento coraggioso, mi sento semplicemente rinato!

Si, sento una nuova forza che scorre nelle mie vene, ho gettato a terra la mia vecchia maschera per non indossarne più. Ma la cosa importante è che non ho lasciato cadere solo una croce da burattinaio, ma anche un pezzo che è stato importante nella mia adolescenza, ma che forse è stato anche un grande, grandissimo sbaglio.

E' vero, è servito per farmi crescere, per farmi sentire cose che non avrei mai immaginato, è servito a farmi rendere conto di com'è bello il mondo, a guardare ancora una volta con gli occhi di un bambino.
Ma gli occhi dei bambini vedono una realtà distorta, una verità che è sempre rose e fiori. Ed io mi sono stufato di vedere il mondo in questo modo, voglio osservarlo per quello che è, nei suoi lati bui e tenebrosi, in ogni pertugio oscuro e puzzolente, voglio poter scorgere il nero che c'è in una giornata uggiosa, in una giornata di pioggia!

Voglio vivere la vita con un solo obiettivo principale, quello di laurearmi in regola, in cinque anni, con il massimo dei voti ed il calcio in culo accademico!
Voglio farcela con le mie forze, costi quel che costi! Se per farlo devo rinunciare a qualche piacere, e sia!

Roma è grande, e sono sicuro che ci sono molti ragazzi che la pensano come me. Anzi, ne ho già trovati... e so che loro capiscono, che lei capisce, quello che provo, quello che sento dentro di me. L'ardore che ho nel corpo, che mi tiene sveglio fino a tarda notte nella preparazione della strada per il raggiungimento del mio obiettivo!

La capitale... ora ci sono anch'io!

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